Biografia

Nasco a Roma nell’anno dei tre Papi, del sequestro di Aldo Moro e dell’ultima esibizione pubblica di Mina. Un anno turbolento per tutti, ma per mia madre un po’ di più.
Con simili premesse mi sono presto trasformata in un insieme di contrasti, eventualità e coincidenze. Sono quella che parte quando tutti gli altri arrivano, quella che è in anticipo quando tutti sono in ritardo. Amo in modo viscerale la mia città, ma da qualche tempo mi sono trasferita in campagna. Il mio dolce preferito è lo strudel di mele caldo con il gelato alla crema. Mi circondo solo di persone intelligenti con cui fare cose stupide. Piango spesso, ma quasi mai per le cose serie.

La voglia di scrivere l’ho sempre avuta, quella di farmi leggere invece è arrivata dopo. Non ho mai avuto molto tempo da dedicare alla scrittura, e in quei pochi frammenti che riuscivo a rubare alla quotidianità, ho partecipato a tanti di quei concorsi che non me li ricordo nemmeno più. Spesso sono arrivata in finale, raramente ho vinto qualcosa e i romanzi che ho pubblicato prima di “Sangue sporco” sono stati letti da qualche parente e una decina di amici. Però (quasi) tutti mi dicevano che ero brava, che avevo i numeri, che mi serviva solo un pizzico di fortuna per arrivare dove era giusto che arrivassi. Mi sentivo persa in un labirinto in cui trovare l’uscita sembrava impossibile. Perché all’uscita c’era quel dannato portone che pareva non aprirsi mai, nemmeno uno spiraglietto piccolo piccolo. Il portone dietro cui si celava l’opportunità di tutta una vita: la grande editoria.
Ma quando meno me lo aspettavo, “Sangue sporco” è stato notato dalla direttrice editoriale di Corbaccio, nell’ambito di un concorso da cui – per le strane traiettorie che percorre il destino – mi ero ritirata. Insomma, tanti anni passati a prendere a spallate (o forse nel mio caso sarebbe meglio dire a capocciate) quel portone, e proprio quando mi sono fermata, con il fiato grosso e il cuore colmo di lividi, ecco che si è spalancato da solo. Curioso, no? E da allora è iniziata una meravigliosa avventura che spero di poter continuare a scrivere assieme a voi, perché sono sicura che oltre quel portone ci sia ancora tanto, ma proprio tanto, da esplorare.